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Una narrazione semplice e disincantata, diretta, affronta e sviscera la questione femminile, l’affermarsi o meno dell’indipendenza
di coloro che da sempre sono connotate come il “sesso debole”, l’altra metà deficitaria del cielo. Lo snocciolarsi di brevi spaccati
di quotidianità che descrivono l’evoluzione storica e sociale del Novecento, consente a chi legge di farsi una panoramica della condizione
della donna nell’arco di tre diverse generazioni. A permettere ciò è la vicenda di una famiglia nella quale il genere femminile prevale,
in quantità ma, purtroppo, non sempre in determinazione e libertà. “Un raggio di sole” è la storia di una, quattro, centinaia di donne che
sono chiamate ogni giorno a essere madri, figlie, sorelle, zie, amiche, lavoratrici. Con una semplicità che colpisce per la capacità di andare
oltre l’apparenza e la superficialità dell’intreccio, Sonia Planamente scava nell’animo del genere femminile. Un’opera che si fa denuncia,
urlo d’indipendenza, di voglia di libertà, un’occasione di rivincita per tutte quelle donne che, costrette dalle circostanze o trasformate
dagli eventi, hanno dovuto indossare una maschera, per proteggersi dagli uomini, per coprirsi di fronte ai pregiudizi di una società troppe
volte arcaica, per far tacere chi, altrimenti, avrebbe detto “se l’è cercata”.
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